L'archivio del mondo.
Quando Napoleone confiscò la storia

 

All’inizio dell’Ottocento, Napoleone conquistava l’Europa. E mentre l’impero si estendeva fino alla Vistola e al Danubio, prese forma il progetto di trasferire a Parigi gli archivi più importanti dei paesi annessi e degli Stati satelliti: un Archivio del Mondo, che sotto l’astro di Bonaparte avrebbe riunito le testimonianze scritte della civiltà. Parigi sarebbe diventata la capitale della Storia.
Una gigantesca impresa di confisca degli archivi fu dunque avviata nel 1809 in tutta Europa. Decine di funzionari, uomini di lettere, gendarmi, operai furono mobilitati. Con la Restaurazione i documenti ripresero (quasi tutti) la via del ritorno, a suggellare il nuovo ordine emerso dal Congresso di Vienna e la nascente Europa delle nazioni.
Questo libro racconta un’impresa titanica, forse la più folle tentata da Napoleone e da un impero in cerca di radici. Un grande sogno che nasceva dalla consapevolezza che chi possiede gli archivi, possiede la Storia. E chi possiede la Storia, controlla la visione del futuro.
Una impresa che oggi, nel mondo digitale, può apparire come una curiosità da relegare a un remotissimo passato in cui si facevano le guerre per possedere atti e pergamene.
In realtà, non è così. I furti di documenti sono ancora una modalità delle dittature, del conflitto etnico e confessionale. Di più: possedere l’informazione, governare la narrazione storica è questione più che mai aperta.


L'autrice Maria Pia Donato 
Directrice de recherche CNRS all’Institut d’Histoire moderne et contemporaine di Parigi

ne parlerà con

Gian Paolo Romagnani
Università di Verona

Stefano Ferrari
Presidente dell'Accademia Roveretana degli Agiati

 

Giovedì 11 aprile - ore 17.00
L'archivio del mondo.
Quando Napoleone confiscò la storia
Sala conferemze della Fondazione Caritro di Rovereto
Piazza Rosmini 5 | Rovereto